Posto magico

Esistono dei posti che si possono definire magici, hanno una atmosfera che trasmette emozioni positive e io voglio presentarvene uno. La prima volta che sono stata alla “La Taverna Slow Shop & Bar – “Saffron House”   é stato per puro caso, sono stata attratta in questo luogo in un giorno di pioggia da una pubblicità di una mostra fotografica. Cerco sempre di andare a vedere mostre fotografiche di fotografi minori, trovo che spesso sia il modo per scoprire luoghi, persone, usanze e poter viaggiare con la fantasia.

Appena entrata in questo locale ne sono rimasta affascinata, i profumi, gli oggetti, la gente… La proprietaria ci ha spiegato che nel locale utilizzano prodotti locali, come il succo di mela presente in un aperitivo proviene dal parco rurale di San Floriano (altro luogo che vi consiglio di visitare, oltre a un percorso “da fare a piedi nudi” c’è la fattoria didattica, inoltre ci sono varie coltivazioni gestite da loro, l’ingresso al parco è gratuito). Molti piatti e aperitivi sono realizzati con lo zafferano friulano coltivato direttamente dall’altro proprietario della taverna. All’interno c’è un arredamento particolare, sedie a dondolo, giochi per i più piccoli e numerosi libri che si possono anche portare a casa. Sul retro c’è una terrazzina che si affaccia su una piccola cascata, inoltre c’è una saletta con tanto di camino davvero affascinante, che può anche essere prenotata. Dalla saletta si può ammirare il panorama della cascata circondati dalla pace e tranquillità, lì si è avvolti da un fantastico profumo creato dalla legna.

 

Le foto sono state fatte nella saletta di cui vi parlavo, l’aperitivo si chiama Mellini ed è quello con il succo di mela. Ho utilizzato la mia Canon 800d con il mio amato obbiettivo 50mm f1.4 Canon, ho scattato a mano libera con la luce naturale che entrava dalle finestre.

La Taverna Slow Shop & Bar la trovate a Polcenigo -PN- in via Gorgazzo 3

Annunci

Vivian Maier: The Self-portrait and its Double

Nel mese scorso ho visto dei manifesti che pubblicizzavano la mostra di Vivian Maier di Trieste mi ero ripromessa di andarci e complice il brutto tempo finalmente domenica sono riuscita a vederla!

La mostra è al Magazzino delle idee polo colturale di trieste fino al 13-10-2019

photo5456561667178605365

 

Nella mostra ci sono settanta autoritratti in bianco e nero e a colori che raccontano la vita misteriosa di Vivian Maier. Classe 1926 Vivian Maier trascorre tutta la vita in anonimato fino al 2007, quando il suo immenso e impressionante lavoro, composto da più di 120.000 negativi, filmati Super 8mm e 16mm, diverse registrazioni audio, alcune fotografie e centinaia di rullini non sviluppati, viene scoperto da John Maloof, fotografo per passione e agente immobiliare per professione.

L’artista si ritrae su superfici riflettenti, specchi o vetrine di negozi. Il suo interesse per l’autoritratto è più che altro una disperata ricerca della propria identità. Produce discretamente prove inconfutabili della sua presenza in un mondo che sembra non avere un posto per lei.

 

Questa mostra mi ha trasmesso strane emozioni, quasi di disagio per questa fotografa “senza identità” e dato che l’arte è fatta di emozioni non per forza positive direi che ha colto nel segno. In alcuni scatti mi ha davvero colpito la capacità che ha avuto nel giocare con e nei riflessi producendo scatti molto interessanti.

Il biglietto di ingresso è di 6€ , direi più che adeguato. Ogni scatto è accompagnato da una breve descrizione riguardo all’attrezzatura usata e dove possibile c’è anche la data e il luogo dello scatto.

Per maggiori informazioni vi lascio il link ufficiale Magazzino delle idee

Weekend assignment #4 : Rosso

Il tema che ho scelto tra quelli proposti è il rosso, i colori sono sempre una cosa che fatico a fotografare perchè non riesco a far capire che il soggetto è il colore e non l’oggetto ritratto. Non amo il color splash quindi la foto deve per forza essere a colori. Avevo varie idee in mente ma non sapevo come metterle in pratica o  mi mancavano gli oggetti per creare il “set”. Quindi alla fine ho deciso di dedicarmi alla fotografia del cibo e alle composizioni, soggetti che mi mettono sempre in difficoltà. Senza dilungarmi troppo, ecco la foto, come sempre, critiche e suggerimenti graditi.

Se volete lasciarmi un like su instagram potete trovarla QUI

IMG_9763 

 

Quì potete trovare tutti i week end assigment

Canon Eos800d, 50mm Canon f1.4,

dati di scatto: f4, tempi 1/50 , 400 ISO a mano libera con la luce naturale della finestra.

Weekend assignment #68 : i segni della pioggia

la sfida per il fine settimana: rappresentare la pioggia in modo indiretto, fotografando i segni che la annunciano, oppure le tracce del suo passaggio, o i suoi effetti, ma anche anche qualsiasi altro richiamo ad essa.

L’intera descrizione la potete trovare nel post di Pega  l’ideatore del week end assigment

Durante questi giorni di feste Pasquali abbiamo deciso di andare a farci un giretto a Lignano (Udine) nonostante il tempo non fosse dei migliori, ho portata le reflex con me perchè volevo fare qualche scatto con il brutto tempo. Non è stato semplice  perchè non avendo ne reflex ne obbiettivi tropicalizzati avevo abbastanza paura ad esporre l’attrezzatura alle intemperie, alla fine tra ombrello, sacchetti della spazzatura  sono riuscita ad azzardare qualche scatto.

Ve lo propongo rispolverando un vecchio weekend assigment.

IMG_1826
© Erica Pinaffo

Quando ho visto questo scorcio ho deciso che era il punto giusto dove fare la mia foto.  L’ho scattata più precisamente da terrazza mare a Lignano Sabbiadoro -Ud-

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Attrezzatura: Canon Eos 800d, 18-55mm canon lens

dati di scatto: F5.6 , tempi 1/320,  Iso 400, 24mm

Come ho cominciato.

Io non mi definisco fotografa, sono una semplice appassionata e per definirmi tale ho davvero molta strada davanti e probabilmente sono ormai troppo grande per far diventare questa passione  un qualcosa in più ma voglio continuare a scattare per il semplice piacere di farlo. Mi è sempre piaciuto “fare le foto” mi ricordo ancora la prima foto che ho scattato, avevo 5 anni circa, mi trovavo ad Asiago in vacanza con i miei, quando ho visto una mucca che faceva pipì, mi sembrava una cosa talmente incredibile che voletti immortalare il momento, non so come convinsi i miei a farmi imprestare la loro Yashica e scattai. Quando i miei andarono a prendere le foto sviluppate si sorpresero di vedere che ero riuscita a scattare in maniera tutto sommato corretta a tal punto che quella foto finì nel album di famiglia. Purtroppo però lo sviluppo costava e i miei non mi aiutarono molto a coltivare quella passione.  Negli anni mi regalavano le loro macchine fotografiche che erano ormai obsolete. Mi piaceva immortalare il momento, non mi interessava tanto il risultato della foto quanto il fatto di poter fermare il tempo e le emozioni. Amo sfogliare gli album di famiglia, anche quelli molto vecchi anche se non riconosco le facce, cerco di immaginarmi la vita delle persone che vedo in quegli scatti. Con il passare degli anni e l’arrivo del digitale ho avuto molta più possibilità di scattare dato che si potevano sviluppare solo le foto riuscite meglio. Purtroppo però non ho mai avuto macchine fotografiche serie, non avevo nessun parente o amico di famiglia con la passione per la fotografia che mi potesse quindi indirizzare correttamente, non esistevano i circoli fotografici nella mia zona e i miei non potevano permettersi di spendere così tanto per una mia passione. Arrivato il momento di scegliere quale strada percorrere per il mio futuro avevo anche pensato di diventare fotografa di moda, il vero problema è che abito in un piccolo paese e non ho mai desiderato trasferirmi nelle grandi e caotiche città della moda come Milano o Parigi, quindi alla fine ho percorso una strada diversa che mi permettesse di vivere nella periferia.
Durante i primi mesi di frequentazione con il mio attuale compagno gli parlai di questa mia passione per la fotografia e del perchè in borsa avessi quasi sempre una macchina fotografica compatta, volevo bloccare gli istanti belli per poi potermeli ricordare in seguito, volevo ricordarmi di come la gente portasse i capelli, del sorriso di qualcuno, del posto visitato, del cagnolino simpatico incontrato al parco, gli dissi anche che ero stufa di scattare foto mediocri, che non volevo più solo ricordare il momento ma renderlo un piacere da guardare anche per gli altri. Da quel giorno ho cominciato ad usare la sua reflex, una vecchia entrylevel digitale, che per cominciare era perfetta.

Riguardando quegli scatti noto gli enormi passai avanti che ho fatto, sono andata a fare un corso base tenuto in un circolo fotografico della mia zona e poi a qualche workshop e alla fine mi sono decisa a prendere una reflex tutta mia. Ho capito che mi piace maggiormente fotografare gli animali domestici e i bimbi piccoli e credo sia proprio perchè sono ignari di ciò che stà accadendo e posso “bloccare” il momento e le emozioni vere. Non credo diventerò mai “qualcuno” nel mondo delle fotografia, ne che sarà il mio lavoro, ed è proprio per questo che vorrei  continuare a fotografare per il puro piacere di farlo; la mia ambizione per il futuro è riuscire a trasmettere le emozioni attraverso le mie foto anche agli altri.

Recensione: Dentifricio 3d white luxe AZ

Con oggi inauguro una nuova sezione del blog, quella dedicata alla recensione di alcuni prodotti . Premetto che questo dentifricio l’ho acquistato per conto mio e non mi è stata chiesta da nessuno la recensione, sono rimasta piacevolmente stupita al punto che ho deciso velasse la pena parlarvene.

Sono da sempre stata molto attenta ai miei denti , da piccina ho portato per parecchi anni l’apparecchio e ho avuto problemi ai denti per cui mi è rimasta un pò la fissa e il volerli trattare con cura. Sono una, probabilmente delle poche persone che si lavano i denti almeno 2 volte al giorno , ma solitamente lo faccio 3 volte , dopo i pasti principali.

Recentemente ho notato che i miei denti non erano più belli bianchi ma avevano delle macchie nonostante non fossero passati molti mesi dall’ultima pulizia. Usavo già dei dentifrici che vantavano delle proprietà sbiancanti e da poco ho aggiunto un collutorio , senza però avere risultati. Non fumo e non bevo caffè, quindi questo fatto cominciava a stancarmi, stavo pensando di non bere più il tè della mattina, il probabile colpevole di questo problema.

Mentre facevo la spesa ho dato un occhio nel reparto dentifricio, volevo fare un ultimo tentativo con uno di cui ho visto la pubblicità, ma non avendolo trovato ho cominciato guardare tutti i prodotti esposti.

IMG_1611
© Erica Pinaffo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo prodotto ha attirato la mia attenzione, l’ho acquistato senza sperarci troppo e invece dopo un paio di lavaggi ho notato già dei risultati.  Dopo averlo usato per 2 giorni (per un totale di 6 volte) posso dire che i denti siano percettibilmente più bianchi e le macchie sparite, solo una è ancora presente anche se in maniera lievissima, praticamente si nota solo perchè so dove guardare e mi fisso i denti allo specchio con la luce.

Il prezzo è tutto sommato accessibile meno di 4 €, diciamo che non è un dentifricio che utilizzerò tutti i giorni ma solo nei periodi in cui ne vedrò la necessità.

Avrei solo gradito ci fosse stato un foglietto illustrativo o delle maggiori istruzioni, ‘è scritto che i risultati si vedono dopo 3 giorni, ma non specifica dopo quanti utilizzi.

Se posso fare un ulteriore critica che però va rivolta a quasi tutti i produttori di dentifrici, il doppio packaging mi disturba proprio, La scatola di cartone non è necessaria serve solo a produrre maggiore spazzatura oltretutto riporta le stesse identiche scritte che ci sono sul tubetto stesso.

 

 

Maemi

Oggi voglio presentarvi un altro membro della mia famiglia, Maemi la calopsite.

IMG_1572

Qualche mese fa vi ho parlato di Peanut e vi avevo annunciato che sarebbe arrivata una compagna. Anche Maemi è stata cresciuta dai suoi genitori assieme ai fratelli e l’allevatrice la ha abituata fin da piccolina ad essere manipolata per cui non vede l’uomo come un nemico ma come un membro della famiglia. A differenza di Peanut però non ama essere toccata o accarezzata, ci cerca e quando la lasciamo libera passa tutto il tempo sulle nostre spalle a giocare con orecchini, collanine, bottoni e zip delle felpe.

Maemi e Peanut vivono in una spaziosa gabbia che gli permette di fare piccoli voletti, di arrampicarsi e giocare ma quasi quotidianamente li facciamo uscire dalla gabbia per permettergli di volare , cosa indispensabile per il loro benessere psicofisico. Durante queste uscite interagiscono molto volentieri con noi. Alcuni negozianti ed allevatori vendono i pappagalli con le remigranti ( le piume più lunghe delle ali ) tagliate, in questo modo non possono volare. Questi esemplari vengono venduti come allevati a mano ma spesso sono pappagalli selvatici che stanno con noi solo perchè non potendo volare non hanno altra scelta. Per i pappagalli è indispensabile il volo, in questo modo  sviluppano la muscolatura e migliora la loro capacità respiratoria. Se state pensando di prendere un pappagallino vi consiglio di informarvi a lungo per capire se siete in grado di garantirgli ciò di cui hanno bisogno, non credete alle informazioni che vi da il primo negoziante\allevatore ma vi consiglio di frequentare un forum e\o iscrivervi ai vari gruppi facebook .

Questa foto è stata scattata qualche giorno fa davanti a una finestra con la luce naturale, con Canon Eos 800d e obbiettivo Canon 50mm f1.4 ,

f3.5 , tempi 1\320 , ISO 400

Per vedere altre mie foto raggiungetemi nei vari social, tutti i link li potete trovare in contatti